7 consigli per ordinare il vino in Italia

7 consigli per ordinare il vino in Italia

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(articolo di Louise Vinciguerra, american blogger Let It Wine)

Stai visitando l’Italia e sei in ansia per come ordinare il vino? È normale. Non sorprende che gli italiani siano esperti in materia, il vino scorre nel loro sangue. Nel 2016 la vendemmia in Italia ha prodotto 48,8 milioni di ettolitri di vino, più del doppio rispetto agli Stati Uniti. Qualche consiglio, quindi, è d’obbligo! Se non sei sicuro di quello che stai facendo, basta guardarti intorno e mettere in pratica i suggerimenti di chi è più avvezzo.

Prenditi il tuo tempo

In Italia si può iniziare a bere a 16 anni: la cultura del vino comincia fin da giovani. Ciò significa che ordinare il vino è qualcosa di piuttosto innato per gli italiani, diventa presto parte del rituale della cena. Non essere precipitoso. Inizia con calma e, dopo due o tre cene, imparerai una vera e propria forma d’arte: ordinare il vino in Italia.

Decidi prima cosa mangiare

Non puoi sapere cosa vuoi da bere, prima di sapere cosa mangerai. Il vino deve sposarsi con il piatto che hai scelto. Per gli italiani il vino è una cosa seria, perciò, se hai dubbi su come abbinarlo al meglio, chiedi aiuto al cameriere: capirà benissimo. Al contrario, troverebbe alquanto strano se ordinassi il vino senza aver neanche guardato il menù.

Le cose cambiano, però, se c’è un vino che vuoi assolutamente provare, come un Brunello di Montalcino, allora sì che puoi ordinarlo per primo e chiedere in seguito un consiglio su cosa mangiare in base alla tua scelta.

Prezzo

In genere, nei ristoranti in Italia si trova sempre un buon rapporto qualità/prezzo. Il prezzo dei vini è molto meno caro in un ristorante italiano che in quelli statunitensi e le maggiorazioni non sono poi così elevate. Perciò, se hai intenzione di spendere un po’ di più per il vino, berrai qualcosa di veramente speciale. Una qualsiasi bottiglia che superi i 20 euro sarà senza dubbio un’ottima scelta.

Chiedi al tuo cameriere

Molti camerieri in Italia ricevono una formazione gastronomica o hanno l’attestato di sommelier. È una passione per gli italiani, che sono orgogliosi dei loro prodotti Made in Italy, per cui non c’è domanda che non valga la pena fare. Anziché chiedere semplicemente “Cosa mi consiglia?”, prova a dare al cameriere un’idea di cosa ti piace. Gli americani, quando comprano un vino, tendono a sceglierlo intenso e fruttato, come il Cabernet Sauvignon. Puoi usare, dunque, termini come fruttato, corposo, secco, che i camerieri sono abituati a sentire. Vedrai, il tuo palato ti ringrazierà per averlo fatto.

Presta attenzione al cameriere e all’etichetta

È una forma d’arte, quindi presta attenzione. Il tuo cameriere o sommelier arriverà al tavolo con la bottiglia di vino che hai scelto. Si metterà esattamente di fronte a te, la aprirà al tavolo e si aspetterà che tu guardi attentamente: vuole la tua approvazione. Guarda l’etichetta quando te la mostra e accertati che siano il vino e l’annata che hai ordinato. Questo è il primo step.

Il tappo

Odorare il tappo di sughero di una bottiglia appena aperta è decisamente qualcosa che non hai mai visto fare prima. È una procedura necessaria per l’approvazione del vino. Ricorda, la bottiglia non è tua fino a quando non confermi che la qualità corrisponde a ciò che ordinato. Se ti viene offerto il tappo, dai un’occhiata veloce, annusa delicatamente e assicurati che non abbia un odore rancido.

Il primo sorso

Il cameriere chiederà, a questo punto, chi vuole assaggiare il vino – in genere lo fa la persona che ha scelto la bottiglia. Quando ne avrà versato un goccio nel tuo bicchiere, annusalo una volta soltanto; poi assaggia e, se è in linea con le tue aspettative, sarà necessario un semplice cenno.

*Dati provenienti dall’Organizzazione Internazionale della Vite e del Vino (Oiv)