Eccellenza toscana nel mondo

Eccellenza toscana nel mondo

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L’eccellenza (dei vini toscani) paga: il 2016 si è chiuso, infatti, con un record nel fatturato dei sedici consorzi di tutela del vino toscano, superando il miliardo di euro e raddoppiando letteralmente le percentuali rispetto già solo a dieci anni fa. Merito in particolare dell’export che ha trascinato l’intero settore.

Un risultato prevedibile, che riconferma i tanti singoli indicatori economici estremamente positivi che si sono accumulati nella storia recente della produzione delle differenti qualità di vino regionale. Un esempio su tutti: mentre si registrava una flessione (seppur lieve) delle esportazioni vitivinicole generali, quelle di vini toscani a Denominazione di Origine Protetta (sia Doc che Docg) nel 2016 hanno fatto segnare un ricavato complessivo di 586 milioni di euro, con una crescita del 2,05% sull’anno precedente e del 10,4% sul 2014.

E le bottiglie di vino toscano sono volate soprattutto negli States, in Germania, in Canada, ma anche nel Regno Unito e in Svizzera. Tutti paesi in cui, per altro, si è registrata una significativa attenzione da parte di vip (come Michelle Obama o George Clooney per citarne solo un paio), del grande cinema e da parte della stampa. I consorzi di tutela più citati nel mondo? Il Brunello di Montalcino, poi il Chianti e il Chianti Classico, ma anche il Nobile di Montepulciano.

Piacciono in particolare i grandi rossi, dunque, ma anche i bianchi DOP (+12% rispetto al 2015) richiesti soprattutto in Asia, dove il mercato del vino italiano si sta allargando anche grazie a una importante operazione culturale e di educazione al consumo di qualità.

Numeri importanti che si sono tradotti in una ricaduta occupazionale concreta: il numero di posti di lavoro nella filiera del vino toscano è cresciuto del 5% rispetto al 2006 (si contavano 25.670 addetti lo scorso anno). E se non è un successo questo in un paese come il nostro che lotta da tempo contro l’immobilismo e la disoccupazione…