Il Forteto del Drago: la vendemmia raccontata dalle donne

Il Forteto del Drago: la vendemmia raccontata dalle donne

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Sveglia presto, direzione Montalcino. Siamo a Chianciano e il tempo non promette bene: nuvole cariche d’acqua sembrano aspettarci pazientemente lungo la strada. La destinazione è il Forteto del drago, la tenuta che Carpineto ha acquistato lo scorso marzo, e con la quale chiude il cerchio dei grandi rossi toscani, di cui ora l’azienda controlla totalmente la filiera, compreso quel Brunello che fino a “ieri” era possibile solo grazie alla collaborazione di vignaioli di fiducia.

Un investimento importante che ha un obiettivo ben chiaro: “Vogliamo dare solidità e ampiezza alla nostra offerta di prodotti, da Greve in Chianti a Montepulciano, dalla Maremma fino a Montalcino”, per dirla con le parole di Antonio Mario Zaccheo.

IMG_1566Siamo molto curiosi di visitare questa tenuta che conta 53 ettari e ancor più di vedere che aria si respira qui, in questo posto che ci hanno presentato come magico, durante la vendemmia.
Appena arrivati restiamo a bocca aperta, dalla tenuta il panorama è incredibile: ad est, la suggestiva città medievale di Montalcino ci guarda dall’alto, e basta girare un po’ la testa per godere della vista della Val d’Orcia e delle Crete Senesi, fino a perdersi nell’orizzonte. Siamo a 450 metri di altitudine, che fanno della tenuta di Carpineto una tra le più “alte” di questa denominazione.

foto lavoratoriOra basta distrazioni, vogliamo capire di più sulla vendemmia e ci dirigiamo verso la squadra che già ha iniziato a lavorare da un po’. Entriamo tra le viuzze dei filari e notiamo subito una cosa: a fare la raccolta sono quasi tutte donne. So benissimo che le donne sono forti e che non hanno nulla da invidiare agli uomini, ma pensavo che per certi tipi di lavoro ci fosse ancora una certa chiusura mentale. Mi sbagliavo e di grosso; perché qui le donne, oltre ad essere in grande percentuale impiegate nel lavoro sui campi, hanno anche ruoli di responsabilità, come Tiziana che coordina e supervisiona il lavoro del suo team composto da donne e uomini.

foto donna 12Prima di entrare nel merito del lavoro, vogliamo toglierci una curiosità: perché questo luogo di pace ha un nome quasi inquietante, Forteto del Drago? Le ragazze della squadra ci dicono che deriva da una leggenda ma è Tiziana, che proprio in quel momento sta arrivando col trattore, a conoscerla meglio: “I boschi a Montalcino si chiamano forteto; anticamente, i contadini che abitavano questo luogo, videro un animale così grande, che poi forse in fondo era un istrice, ma così grosso che hanno pensato fosse un drago. Ecco perché Forteto del Drago”. Semplice.

Lasciamo andare Tiziana col suo trattore e ci concentriamo sulla vendemmia. Impegnate nella raccolta a mano, tra gli altri, ci sono Angela e Laura a cui chiediamo di farci capire qual è il lavoro che viene svolto in vigna prima di arrivare al momento della raccolta.

A dicembre iniziamo con la potatura invernale. Prima viene fatto il rinnovo della pianta, poi vengono tagliati i tralci, dopodiché passiamo a potarla con le forbici elettriche…si tratta di un lavoro che richiede diversi mesi” – ci dice Angela, che prosegue – “poi c’è la manutenzione invernale degli impianti dopodiché aspettiamo la potatura estiva…”.

foto donna 9Angela mentre parla ha un enorme sorriso, al che la interrompo per chiederle come faccia ad essere così gioviale mentre sta facendo questo lavoro faticoso, e la sua risposta è stata spontanea ma illuminante: “Io lavoro il vino e mi piace berlo”; credo che quando si parla della qualità di un prodotto come risultato della passione, valga non solo per chi l’azienda l’ha creata, ma anche per i propri dipendenti e di come questa venga trasmessa e condivisa.

Salutiamo Angela che con la sua forbice torna a tagliare i grappoli dai verdi filari e ci giriamo verso Laura, che è poco dietro di noi. Ci conferma che l’annata è stata a dir poco eccezionale e che, rispetto a quella disastrosa del 2014, quest’anno ci saranno degli ottimi risultati.

foto donna 8Laura è davvero una professionista eccezionale e dal forte carisma; anche durante l’intervista non si è fermata un attimo e ci ha spiegato le diverse fasi di controllo sulle uve prima di arrivare alla vendemmia, senza mai perdere il passo delle sue compagne: “I primi di agosto facciamo la prima pesatura: in pratica, quando il grappolo ancora non è maturo, si determina quanto potrà crescere in un mese – e poi continua –  per vedere la maturazione dell’uva si fa la schiccolatura, che consiste nel cogliere a caso dei chicchi di uva, che vengono mandati come campioni in laboratorio: se l’enologo decide che è giunto il momento di cogliere, si fa la seconda pesatura per vedere quanto è cresciuto il grappolo nell’arco di un mese”.  L’ultima fase preliminare e poi quella della sfogliatura che, come ci spiega ancora Laura, consiste nel togliere le foglie nella zona dei grappoli e che si fa qualche giorno prima della vendemmia, in modo che l’uva prenda sole e calore.

Ed eccoci qua”. Questo è il modo di Angela per dirci che dopo tutta questa preparazione non resta che passare alla vendemmia. E noi ci siamo dentro, con i suoi profumi, i sui colori ma soprattutto le sue voci.

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