La Maremma Toscana

La Maremma Toscana

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paesaggio del maremma in toscana

“Pianura bassa e perlopiù paludosa situata lungo il mare”. A leggere il dizionario Sabatini-Coletti, la voce “Maremma” sembra ben poco allettante. Il termine, continua il nostro volume, fu coniato addirittura nel Tredicesimo Secolo, quando la bonifica e la coltivazione di zone così impervie era solo una lontana fantasia. Per fortuna il tempo passa, e con esso la tecnologia in uso, la sensibilità degli uomini, il loro amore per una terra dalle potenzialità enormi. Ecco: di quella Maremma medievale, oggi non è rimasto assolutamente niente; e possiamo finalmente affermare, con un pizzico di sollievo, che il presente non ci fa certo rimpiangere i tempi andati. Quella che abbiamo sotto gli occhi è un’area straordinaria da ogni punto di vista: paesaggi, mare, storia, cultura, tradizioni, enogastronomia. Non a caso sono migliaia i turisti da ogni parte del mondo che, soprattutto in estate, affollano la meraviglia di queste sponde.

isola del giglioLa “Porta della Toscana”, come la definiscono in molti per la sua posizione geografica a sud della Regione e nell’area di Grosseto, è un diamante da esplorare in ogni sua sfaccettatura. Si parte dalle zone più famose, come l’Isola del Giglio e il borgo di Porto Ercole (inserito nel gennaio 2014 fra quelli più belli d’Italia), alle perle nascoste, come Pitigliano (la “piccola Gerusalemme”, così chiamata perché patria di una storica comunità ebraica) e Massa Marittima, che costituiscono un po’ i due estremi della regione maremmana, la prima a Sud, confinante col Lazio, la seconda a Nord, ai limiti della zona di Bolgheri (nella Maremma livornese) dove nasce uno dei più pregiati vini nazionali: il Sassicaia.

L’enogastronomia, dicevamo. Venire in Maremma e non assaggiare i vini del posto suona come quasi come un’offesa. Il panorama vitivinicolo è fra più variegati della Toscana: si va dal celeberrimo Morellino di Scansano, una delle Docg rosse più note della regione, al Vermentino bianco, ottimo sui sontuosi piatti di pesce che potete trovare nella zona del litorale, dall’Argentario fino a Follonica. Nelle aree interne, ai confini col Senese, troviamo le tipologie Montecucco, lungo l’omonima strada del vino che conduce verso i sentieri del Monte Amiata, già territorio di Siena. E poi passiti, vin santo, rosato, vini da vendemmia tardiva: nella Maremma grossetana troviamo davvero di tutto, anche grazie a una posizione geografica particolarmente favorevole: qui, tra il mare, le montagne e le colline, le uve crescono forti e rigogliose, pronte a finire nei tini dei viticoltori che popolano la zona.

Anche le etichette riflettono la varietà del territorio: contiamo ben sette Doc, due Igt e una Docg. Fra le Doc troviamo quelle dell’Argentario, di Pitigliano, Capalbio, Parrina, Sovana, la già citata Montecucco e Monteregio di Massa Marittima, ai confini col Livornese, una delle aree meno densamente popolate d’Italia e quindi più vocate all’agricoltura e alla viticoltura. È qui che l’azienda Carpineto produce il suo Vermentino in purezza, il Valcolomba, nell’omonima tenuta da 165 ettari. Un paesaggio dolcemente collinare, tipo della Toscana, circondato dalla meravigliosa Macchia Mediterannea: come potrebbe nascere un vino men che ottimo in questo Paradiso?