Le forbici da uva: il bon ton inglese alla conquista della Belle...

Le forbici da uva: il bon ton inglese alla conquista della Belle Èpoque

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forbici da uva

L’uva in tavola è segno d’abbondanza. Dai tempi degli antichi romani fino ai giorni nostri, il pregiato frutto della vite è sempre stato considerato simbolo di opulenza e fastosità per quei palati che vogliono deliziarsi col sapore dolce-acido del “figlio” di Bacco. In epoca romana (come d’altronde ai giorni nostri) l’uva, nella sua varietà da tavola, si mangiava direttamente con le mani, staccando uno a uno gli acini dal raspo. Nell’800, invece, l’etichetta nobile-borghese voleva che non si toccasse il cibo direttamente con le mani, pratica considerata sconveniente per chi a tavola era obbligato a comportarsi secondo le rigide formalità dell’Inghilterra vittoriana.

antiche forbici da uvaE proprio nel paese d’Oltremanica nascono, a metà del Diciannovesimo secolo, i primi esemplari di forbici da uva: piccole “pinze” in argento Sheffield o acciaio argentato, finemente decorate, spesso con scene di vita bucolica o di caccia, con cui tagliare gli acini dal raspo senza sporcarsi troppo le mani.

Non vi sembri troppo strano o bizzarro: nell’Inghilterra Vittoriana della Belle Époque vigevano regole di bon ton anche più severe, come il divieto per la donna di presentarsi al marito in pubblico senza guanti di seta o altro tessuto pregiato. Al netto delle esagerazioni di un’etichetta pubblica fin troppo pomposa, quella delle forbici da uva divenne una piccola arte, capace di far “sbizzarrire” artigiani e orafi che presto di specializzarono in questo tipo di produzioni. Nella maggior parte dei casi, il manico delle forbici veniva decorato con scene di vita campestre, grappoli d’uva attorcigliati, viti e filari, piccole scene di vendemmia, tinelli e contadini pronti a trasformare il frutto in mosto. Un esempio di “microchirurgia” dell’artigianato oggi poco conosciuto, ma all’epoca ben fruttuoso per chi decideva di specializzarsi in quest’arte così complessa.

Le grape scissors erano destinate, ovviamente, solo all’aristocrazia e all’alta borghesia inglese. Ossia a tutti coloro che, durante i pasti, osservavano queste rigidissime regole di comportamento. Il procedimento era semplice: si impugnavano le piccole forbici e si tagliavano, uno a uno, gli acini. Solo allora era consentito prenderli con le mani (in modo da non correre il rischio di sporcarsi i vestiti nello strappare il frutto dal raspo) e portarli alla bocca. A quel punto, era buon uso tenere la propria mano sinistra all’altezza delle labbra, in maniera tale da sputare prontamente i semini, che non dovevano assolutamente essere ingeriti per non incorrere in una fastidioso quanto poco nobile colpo di tosse davanti ai commensali. Una consuetudine, quella delle forbici da uva, proseguita fino ai primi anni del ‘900, durante i fasti della Belle Èpoque francese e inglese, prima che arrivasse la Grande Guerra del 1914 a sconvolgere l’Europa e le sue abitudini sociali. Ai giorni nostri le grape scissors rimangono un pregiato oggetto da collezione, occasionalmente esposti durante mostre itineranti in Italia come in tutto il continente.