Lo Chardonnay

Lo Chardonnay

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Il termine “Chardonnay” è ormai entrato nell’immaginario comune. Anche chi non fa del vino una propria passione viscerale, è facile che abbia sentito parlare almeno una volta di questo vitigno a bacca bianca, diffuso davvero in tutto il mondo, dall’Italia alla Francia, dalla Germania alla California, al Cile, all’Argentina. La complessità e numerosità delle componenti aromatiche fa sì che possa essere coltivato in modi diversi in quasi tutti i territori e climi dove è possibile sviluppare un minimo di agricoltura. In Italia possiamo trovare ottimi vini a base di quest’uvaggio (tra cui pregiati spumanti) soprattutto in Piemonte, Friuli, Veneto, Trentino, Valle d’Aosta, Toscana e Sicilia.

Anche se il vitigno predilige terreni collinari e argilloso-calcarei con climi temperati e caldi, può essere comunque coltivato in zone fresche e ventilate come la fascia sub-alpina, o in territori di caldo intenso come l’entroterra siciliano. Bisogna però fare attenzione a curare particolarmente la fase della vendemmia: la maturazione precoce delle uve (alcune, addirittura, a fine aprile) fa sì che esse siano maggiormente esposte al rischio di gelate primaverili, con il risultato di restituire poi vini dall’acidità troppo bassa. La relativa facilità di coltivazione rimane, però, la caratteristica fondamentale che fa dello Chardonnay uno dei vini più diffusi a livello mondiale.

In Italia sono innumerevoli le etichette Igt, Doc e Docg in cui lo Chardonnay fa sentire i suoi profumi e i suoi aromi: dal Centro Italia con la Maremma Toscana e il Valdichiana Doc, o il Colli Maceratesi e il Colli Bolognesi, al Nord della Penisola con i vini friulani (Carso, Friuli Grave, Isonzo, Collio Goriziano), veneti (Prosecco, Soave, Serenissima, Merlara) e Piemontesi (Langhe, Valli Ossolane) fino al Sud con la Sicilia (Alcamo, Menfi, Monreale, Salaparuta), la Puglia (Salice Salentino, Terra d’Otranto, Castel del Monte) e la Calabria (Savuto, Scavigna e Terre di Cosenza). Cosa che conferma ancora una volta (nell’eventualità non fosse chiaro) l’estrema versatilità dello Chardonnay, che dalla natia Francia (in Borgogna, nel territorio del paesino di Maconnais, da cui deriva il nome) si è così diffuso in tutto il pianeta divenendo sinonimo di vino a livello internazionale.