Lo stato dove si consuma più vino al mondo: il Vaticano

Lo stato dove si consuma più vino al mondo: il Vaticano

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Città del Vaticano

L’avreste mai detto? Il Vaticano è lo stato in cui si consuma più vino al mondo! Sebbene abbia meno di 1000 abitanti, infatti, e un territorio alquanto ridotto proprio nel cuore della città di Roma, è il paese che detiene il record con 62mila litri bevuti in un anno.

Se si considera che il Vaticano è la nazione sovrana con la popolazione più ridotta al mondo, si tratta di numeri decisamente importanti: stiamo parlando, infatti, di 74 litri pro capite, come ha stimato lo studio del California Wine Institute che ha misurato il consumo relativo al 2012 (che, si badi bene, non tiene in considerazione il vino utilizzato per fini rituali).

Giusto per fare un paragone, lo stesso anno, in Italia si sono consumati 37 litri di vino a persona, mentre sono stati 45 quelli consumati da ogni singolo francese, giusto per citare altri due paesi dove la tradizione enologica è sicuramente ben radicata e diffusa.

Il dato, che potrebbe sembrare solo l’ennesima curiosità per appassionati e intenditori di vino, è stato diffuso con grande risalto e interesse dal Daily Beast, che nel riportare questo particolare primato ha chiamato in causa persino Papa Francesco citato in riferimento a un suo simpatico commento al passo del Vangelo dedicato al miracolo delle nozze di Cana: “L’acqua è necessaria per vivere, ma il vino esprime l’abbondanza del banchetto e la gioia della festa. Ma immaginatevi di finire una festa bevendo tè; sarebbe una vergogna. Senza vino non c’è festa” ha detto il Pontefice e di certo c’è da pensare che i suoi concittadini l’abbiano preso in parola.

Forse fin troppo… dando vita a un piccolo “mistero”, che ha incuriosito particolarmente i redattori del Daily Beast che si sono anche lanciati in qualche ipotesi per riuscire a giustificare questo consumo decisamente elevato: la più accreditata è quella che guarda alla composizione della popolazione del Vaticano, per spiegare il successo del vino. Si tratta, infatti, “per lo più di anziani prelati e suore, molti dei quali vivono in comunità e cenano in spazi comuni dove il vino scorre libero”. Amen!