Nobile di Montepulciano: trent’anni di storia Carpineto in una degustazione

Nobile di Montepulciano: trent’anni di storia Carpineto in una degustazione

Articolo e foto a cura del wine influencer Enrico Nocera

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nobile

Non capita tutti i giorni di dialogare con un Nobile di Montepulciano classe 1989. Se poi lo si fa in una tenuta da sogno, col vigneto ad alta densità più grande d’Italia (poco più di 80 ettari, non esattamente il giardino di casa) la degustazione assume i contorni dell’esperienza di vita. Tenuta Carpineto di Chianciano-Montepulciano: una perla enologica immersa nelle colline senesi. Davanti a me sei annate di Nobile di Montepulciano Riserva: 1989, 1995, 2007, 2010, 2011 e 2013. Un viaggio nella storia di un’azienda vitivinicola nata grazie alla passione e alla caparbietà di due amici: Antonio Mario Zaccheo e Giancarlo Sacchet.

Qui ci ritrovo gli ultimi trent’anni. Una scoperta che parte dall’annata più giovane. La 2013 è una Riserva che già esprime le sue caratteristiche di imponenza. Non a caso Wine Spectator l’ha inserita fra i migliori 100 vini in uscita nel 2018, piazzandola all’altezza di un prestigioso undicesimo posto. Al naso capisco il perché di questo riconoscimento: frutto intenso e maturo, dal ribes ai profumi del bosco, con terziari di cuoio, caffè e tabacco che stimolano la bevuta. Al palato si sente una struttura tannica strutturata ma setosa, ben bilanciata da una freschezza che regala a questo vino lunga vita: almeno altri dieci anni per poterlo sorseggiare con soddisfazione nel calice!

La 2011 conferma questo trend: colore ancora vivo, naso piacevolmente avvolto dalla frutta rossa matura e dai retro-sentori di sottobosco, gusto pieno, caldo, armonico. Una Riserva di grande spessore che ritrovo, nelle sue caratteristiche, in una 2010 ferma nei suoi propositi: tannino ancora presente, nonostante l’età che si avvia alla doppia cifra, bilanciato dalla piacevole acidità e dalla morbidezza alcolica. Vini strutturati, di corpo, avvolgenti, che dipingono un decennio denso di soddisfazioni, sia in vigna che in cantina. Siamo nel 2007: i sentori olfattivi virano verso le confetture, lasciando spazio ai terziari ma con un frutto ancora ben presente. Il sorso è ancora fresco e armonico, lungo e persistente. I dodici anni di età, d’altra parte, fanno sembrare questo vino come un ragazzo che ha ancora una vita piena di prospettive e soddisfazioni dinanzi a sé. A patto che segua – e non ho dubbi in merito – i consigli dei colleghi più “attempati”. Di nome, ma non di fatto.

Partiamo dall’annata 1995: confettura di frutti di bosco, di quella da assaggiare con soddisfazione direttamente col cucchiaino, senza “sporcarla” con le fette biscottate. Aromi terziari ben integrati col frutto: tabacco, cacao, caffè, note balsamiche e ferrose che si fondono in un sorso lunghissimo, fine, persistente, che accarezza il palato con una freschezza ancora ben viva e presente a se stessa. Roba da non crederci: 24 anni di età in un calice che sembra poter dire la sua ancora per gli anni a venire. Prova ne sia lo splendido trentenne dell’annata 1989. Aromi di confettura dove il frutto dice ancora la sua: croccante, saporoso, armonico nel suo spingersi oltre i confini del tempo. Un vino ancora scattante, mai “seduto”, ancora fresco e soddisfacente al palato. Il Nobile, se vinificato con passione e competenza come avviene qui, è ormai affermato come uno dei vini più grandi d’Italia.

Enrico Nocera

Vino Nobile di Montepulciano Riserva – D.O.C.G.
23,20 €