Oenofobia: la paura folle del vino

Oenofobia: la paura folle del vino

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Tante sono le fobie che conosciamo perché ne abbiamo sentito parlare o perché ne abbiamo avuto esperienza diretta: claustrofobia, la paura degli spazi chiusi; aracnofobia, la paura dei ragni; acrofobia, la paura dell’altezza; ofidiofobia, la paura dei serpenti. Ma ce n’è una che forse non hai mai sentito prima: l’oenofobia, la paura del vino.

Esiste davvero?

Puoi scommetterci! L’oenofobia è una paura reale che lascia paralizzato chi ne soffre o lo induce a comportarsi in modo del tutto irrazionale quando viene a contatto con il vino, che sia in bottiglia o sfuso. Il nettare degli dei, immancabile sulla tavola dei più, non è poi così divino per quei pochi che, semplicemente, non lo possono neanche vedere.

La fobia forse nasce dall’idea che il vino possa provocare un’intossicazione, si teme la perdita dell’autocontrollo che ne deriva o la possibilità di vomitare. Se ci pensi in questi termini, la paura del vino non è poi così immotivata. Ci sono altre ipotesi che descrivono l’oenofobia come la paura paralizzante di scegliere il vino sbagliato per un evento, cosa che potrebbe causare un’umiliazione.

Quando si trovano in situazioni compromettenti che hanno a che fare con il vino, le persone cui è stata diagnosticata questa fobia soffrono di palpitazioni, respiro corto e tremori: i comuni sintomi dell’ansia. Sintomi che possono verificarsi anche solo al pensiero del vino, non soltanto quando si è a contatto.

Noi amanti del vino non potremmo neanche pensare di sviluppare una fobia del genere, in quanto non riusciremmo a immaginare una vita senza il piacere di sorseggiare un bicchiere di Brunello di Montalcino dopo una lunga giornata di lavoro.

Bevi sempre moderatamente, scegli vino di qualità e, per favore, stai alla larga dall’oenofobia.