Sideways – In viaggio con Jack (2004)

Sideways – In viaggio con Jack (2004)

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Quando, nel 2004, Sideways di Alexander Payne uscì al cinema, sicuramente nessuno si aspettava il calore con cui sarebbe stata accolta: di certo non il regista, ma neanche Paul Gimatti, uno degli attori principali, che a quell’epoca era già un nome di tutto rispetto. Eppure, il successo del film fu così travolgente da fruttare alla pellicola preziosi riconoscimenti (tra cui un Oscar e due Golden Globe), e da riuscire a lanciare sia negli Stati Uniti sia a livello internazionale, anche tutti gli altri protagonisti.

Tra questi, a pieno titolo, possiamo far rientrare anche la Santa Ynez Valley, la valle del vino situata nella California  meridionale, vicino Santa Barbara, dove è ambientata la maggior parte del film: un luogo incantevole in cui si muovono i protagonisti (i due non più giovanissimi Miles e Jack) che la scelgono come meta di una lunga settimana di degustazioni, emozioni e avventure  prima del matrimonio di Jack.

L’influenza della pellicola, apprezzatissima dal pubblico per la qualità e la credibilità dei suoi dialoghi (molti dei quali interamente incentrati sul vino e sul senso della vita, ovviamente) fu tale da condizionare non solo l’economia turistica della valle, ma persino le vendite di alcuni vini espressamente citati nel film: come quelli prodotti con uve Pinot Nero celebrate da Miles per le sue proprietà e caratteristiche, in una delle scene più importanti e appassionate del film.

Tra vigneti, cantine, mescite fragranti e calici tirati a lucido, Miles e Jack riflettono sulla loro vita e sul loro futuro, dando vita a un road movie di una levità intrigante. L’atmosfera che si registra dalla prima all’ultima scena (che non vi riveleremo, chiaramente) è creata a pieno titolo dalle “infinite vie del vino”, percorse in senso metaforico e non solo dai protagonisti del film e, con loro, dagli spettatori.

Magia del cinema…. e di una buona bottiglia.