Il tappo: non solo sughero

Il tappo: non solo sughero

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tappi di vino

Ogni bottiglia di vino che si rispetti deve avere un buon tappo che tenga l’aria lontana dal liquido e lo protegga da fenomeni spiacevoli per il consumatore finale, quali l’ossidazione e l’acescenza.

Nell’immaginario comune, il sughero è il materiale d’elezione per i tappi da vino: conosciuto sin dall’antichità, è leggero e molto resistente, oltre a essere impermeabile ed elastico, due aspetti decisivi per garantire un buon isolamento.

Il tappo di sughero, così come lo conosciamo oggi, fa la sua comparsa più o meno intorno al Seicento, assieme alle bottiglie di vetro, e, ovviamente, all’immancabile cavatappi. Da allora, quello tra la bottiglia di vino e il tappo di sughero è stato un binomio inossidabile… fino ai giorni nostri, quando, anche a causa della grande richiesta, la materia prima ha cominciato a scarseggiare e la fortuna del sughero è iniziata a declinare viste anche le esigenze sempre più stringenti di un mercato che non tollera la presenza di difetti (abbastanza comuni nei tappi di sughero – prodotti con un materiale 100% naturale – ma assolutamente deleteri per il contenuto delle bottiglie che hanno il compito di sigillare).

È cosi che sono tornati in auge vecchi sistemi o si sono introdotti nuovi materiali e nuove tipologie di tappo che, tuttavia, hanno a loro volta, pro e contro. Vediamo insieme quali sono le opzioni in commercio.

I tappi di sughero

Esistono diverse tipologie di tappi di sughero; il primo, e più pregiato, è il monopezzo: ricavato da un unico pezzo, come suggerisce anche il nome, è capace di durare anche una trentina d’anni se costantemente umidificato dal liquido contenuto nella bottiglia.

C’è poi il cosiddetto compensato, o agglomerato, che è ricavato da pezzi che da soli sarebbero troppo piccoli per costituire un tappo monopezzo; possono essere assemblati tra loro in vario modo, e alcuni hanno alla base un paio di rondelle di qualità superiore, per non far entrare il truciolato in contatto con il vino.

L’incapsulato, invece, è usato per vini liquorosi (quelli che, anche se aperti non si ossidano) ed è espressamente pensato per essere tolto e rimesso più volte. Infine, per lo champagne, solitamente si usa il cosiddetto tappo a fungo: per tre terzi agglomerato e per un terzo (quello inferiore) costituito da due rondelle di sughero incollate tra loro. La forma a fungo è dovuta alla pressione a cui sono sottoposti (in particolare nella parte che viene inserita nel collo della bottiglia).

Tappi in metallo

Anche per i tappi a metallo, esistono diverse tipologie: i più comuni sono quelli a corona, un tempo usati più che altro per vini poco pregiati, di uso quotidiano (permettono di conservare la bottiglia in verticale), e i tappi a vite, poco costosi e facilmente riutilizzabili (nonché particolarmente duraturi) anche se presuppongono una bottiglia espressamente pensata per l’avvitamento.

Gli altri materiali

Ma la gamma di possibili tappi, ovviamente, non si esaurisce qui. Ci sono altri materiali che recentemente sono stati introdotti e utilizzati con frequenza. Tra questi troviamo, ad esempio, i tappi a fungo in polietilene (ma la qualità non eccelsa è sconsigliata per vini anche già di un minimo pregio); ci sono poi i tappi sintetici, usati dalla metà degli anni Novanta, e dotati di buone caratteristiche sia meccaniche sia chimiche (possono essere fatti di silicone o anche di miscele più complesse). Per i vini cosiddetti non pregiati, magari giovani e di pronta beva per i quali non necessita invecchiamento, questi ultimi sono certamente i sostituti ideali del tappo di sughero, anche per le loro doti: sterili e isolanti, hanno il vantaggio di non sgretolarsi.

Tappi in vetro

Totalmente immune all’azione del tempo e completamente ermetico ed ecologico, il vetro è sempre più apprezzato e, recentemente, se ne stanno riscoprendo le doti. Gli estimatori, in particolare, sottolineano come, in fondo, il vetro sia già, di fatto, il materiale principe nella conservazione del vino (non è un caso se le bottiglie sono proprio di vetro). Da un punto di vista commerciale, inoltre, hanno un vantaggio molto importante: l’estetica.

Ma non sempre le esigenze di mercato riescono a prevalere sulla tradizione… forse la lunga vita del tappo di sughero non è ancora terminata!